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Buonasera a tutti, benvenuti alla conferenza stampa di FC Internazionale per in occasione della Coppa Italia Freccia Rossa 2026. Abbiamo qui con il nostro allenatore Cristian Kivu, il nostro capitano Lautaro Martinez e cominceremo proprio con le domande per lui e la prima domanda è di Rai Sport qui alla mia sinistra. Prego. >> Grazie. Buonasera. Ciao Lautaro. Ciao. Avete l'occasione di rendere ancora più importante, farla diventare straordinaria questa stagione. Ti chiedo quale sarà la chiave domani sera perché è abbastanza logico attendersi una Lazio molto diversa rispetto a quell abbiamo visto sabato. >> Buonasera a tutti. Ehm, sì, sì, sicuramente che eh anche noi ci aspettiamo eh una partita diversa a quella di sabato e loro sono molto organizzati tatticamente, quindi sarà una partita molto difficile e loro hanno tanti giocatori di tanto valore, quindi eh aggiungiamo che è una finale, che c'è un trofeo eh da alzare, quindi Quindi bisogna essere pronti a a tutto quello che ci aspetta domani sera perché sarà anche uno stadio pieno con tutta la sua gente che sabato non c'era, quindi e questa cosa è è un valore aggiunto anche, quindi sarà sarà una partita bellissima. Calzetta dello Sport qui in mezzo. Prego. >> Eccomi. Buonasera Lautaro. >> L'Inter ha realizzato soltanto una volta nella sua storia il cosiddetto doblete campionato più Coppa Italia nel 2010. Volevo chiederti, per voi del gruppo è più forte questa sensazione di poter entrare nella storia o più la fame di conquistare tutto quello che c'è da vincere dopo che l'anno scorso siete rimasti in corsa per tutto senza vincere niente? No, la fame de vincere i titoli, di vincere i trofei, perché tutte le competizioni che che si iniziano sempre si vogliono vincere o si vogliono arrivare fino in fondo. Quindi oggi abbiamo la possibilità di di giocare un'altra finale e da 2 anni che non si non eramo riusciti a ad arrivare e quindi domani sarà eh ancora una volta la possibilità di riportare questa coppa a casa che, come ho detto prima, manca da 2 anni. Poi questo del doblete è una statistica, una cosa che è successo una sola volta, però noi siamo tranquilli perché e la nostra eh testa oggi è messa totalmente su questa coppa. Corriere della Sera. Prego. >> Ciao Lotauro. >> Ciao. >> L'infortunio è stato abbastanza lungo. Nel primo periodo la squadra senza di te ha fatto un po' di fatica prima della sosta anche a segnare oltre che a vincere le partite, mentre dopo dal Como in poi è è andata alla grande anche senza di te. volevo chiederti quella seconda parte, insomma, quando c'era un po' di ancora di dubbio sullo scudetto, perché quanto importante è stato che la squadra desse questo segnale anche senza di te. Ti sei sentito orgoglioso dei compagni? Sì, ma anche prima, perché non è che i risultati non arrivavano perché non c'ero io in campo, senò perché un calo a lo largo dell'anno lo puoi avere sempre, lo abbiamo avuto tutti gli anni, quindi eh era importante uscire subito di quel momento. Siamo usciti, credo, nel momento corretto e abbiamo fatto le sprint finale e siamo riusciti a conquistare lo scudetto che per noi era un obiettivo da inizio anno. Oggi, come ho detto prima, abbiamo la possibilità di conquistare il secondo. >> Port Italia >> qua. Prego. >> Ciao Lauti. Tu non sei uno che parla tantissimo in conferenza e questa stagione nasce nel mondiale per club, nasce in quel finale dove tu hai detto chi rimane qua deve volerlo e può essere un segreto di questa stagione che avete fatto, di questa unità di spogliatoio, il fatto che ve le siete dette, se le cose sono venute allo scoperto, tu da capitano, il mister col suo lavoro, insomma, ho detto "Ok, se ci stiamo, parliamoci, confrontiamoci. I confronti ci sono sempre perché nella squadra di calcio ci sono 25 26 teste diverse e pensiero diversi, quindi il confronto c'è sempre. che ha vissuto spogliatoio, come il mister, da chi è arrivato ha capito subito eh a noi. Noi abbiamo capito a lui, ci siamo messi a lavorare insieme, ci ha portato aria nuova, ci ha portato energie, leadership, perché lui ha una personalità molto forte, però al tempo stesso ci fa sorridere in allenamento, ci fa lavorare con tranquillità e questa cosa è molto importante. Poi eh sicuramente che la parola di ordine o la parola principale dentro nostro spogliatoio vincere, quindi per voler stare all'Inter e voler voler bisogna sempre vincere. >> Le ultime due domande per il nostro capitano. Prima area qui alla mia sinistra e poi chiudiamo con FC Inter8. >> Ciao capitano. Eh, quanto è difficile, se è difficile mantenere la vostra concentrazione abituale che avete mostrato quest'anno? una settimana dopo aver vinto uno scudetto e a pochi giorni da quella che sarà la grande festa dopo Interverona e domani comunque c'è un altro trofeo da da portare a casa per voi e riuscite a mantenere questa concentrazione feroce in questo in questi giorni? Sì, certo, perché perché siamo professionisti, perché rispettiamo eh il campionato, rispettiamo l'Inter e dobbiamo essere noi stessi, lavorare seriamente fino alla gara, quindi adesso ci mancano due di campionato e questa questa finale ehm e la partita di sabato c'è la dimostrazione che che lo scudetto per noi è stato un obiettivo. raggiunto, ma ma l'importante è continuare a a crescere come gruppo, come come squadra e è tutto qua. >> Fint 108, prego. Livi, >> ciao Lotaro. >> Ciao. >> Eh, hai detto in settimana che Kivo ha portato nello spogliatoio un'idea di gioco moderna, di calcio moderno. Hai la sensazione che attraverso il lavoro di quest'anno, al di là dei gol, ma per quello che è il contributo anche in diverse fasi di gioco, tu sia cresciuto ancora di più e che sia arrivato alla tua massima espressione, alla massima maturità anche attraverso il lavoro che hai fatto con Kivu? Sicuramente che sì, ho cresciuto tanto e sono contento anche se ho avuto queste questo problema al polpaccio che mi ha fermato un po' e però ho lavorato tantissimo per tornare a disposizione, poi mi sono rifermato ancora e però sì, sono contento della stagione che ho fatto, sono contento della stagione che ha fatto la squadra e sono contento e felice per il mister perché è una persona che conosce molto molto bene il mondo Inter e magari quando è arrivato c'erano tanti dubbi su di lui, però lui ha messo le cose in chiara e ci ha seguito, lo abbiamo seguito e questa cosa per noi è molto bella e molto importante. >> Grazie al nostro capitano Lautoro Martinez. Cominciamo con la conferenza stampa di Cristian Kivu e cominciamo con la domanda di SkySport. >> Buonasera. [sbuffare] e che cosa è importante tenere nella testa della partita di sabato domani e che cosa invece va resettato per evitare che si possa dar per scontato qualcosa, una partita che sarà obiettivamente diversa e ti chiedo se anche Turam è recuperato e può giocare. >> Ma sono due partite diverse. Poi ci sono le insidie quando si giocano partite ravvicinate con la stessa squadra, una perché magari qualcuno può pensare che è stato semplice quello che abbiamo fatto sabato da da parte nostra e da parte loro che trovano qualche motivazione e in più. Poi, visto che si tratta anche di una finale, siamo convinti che sarà così. Noi dobbiamo essere umili, dobbiamo essere eh avere l'atteggiamento giusto, consapevoli del fatto che ci siamo meritati. eh di vincere un trofeo in stagione, cioè lo scudetto che ci siamo meritati di arrivare fino in fondo anche in finale di Coppa Italia e vogliamo onorarla al meglio di quelle che sono le nostre qualità, al meglio di quello che di buono abbiamo fatto in questa stagione e sicuramente saremo pronti anche domani sera. Turam sta meglio, sta bene. Oggi si è allenato con noi, domani avremo un altro giorno per valutarlo. Buasera. >> Buonasera Cristian. >> Buonasera. E mi ha colpito nel dopo scudetto quando ha parlato il tuo staff e e Cecchi ha detto che quest'anno e tra le altre cose che ha detto interessanti che quest'anno le sconfitte sono state gestite in modo diverso, migliore e però non c'è stato il tempo di chiedere a lui cosa cosa significa questo. Se puoi spiegarcelo brevemente e se è stato un segreto di questa stagione. >> Ma io non posso parlare a nome di Mario, ma ricordo bene quello che ha detto. non credo che ha detto che sono state gestito al meglio rispetto agli anni passati, ha detto che è stata una gestione fatta bene da parte nostra e per come interpretiamo calcio, ma poi alla fine è sempre merito dei ragazzi che hanno saputo, nonostante difficoltà, stare sempre in piedi, stare a testa alta e cercare sempre di di dare il massimo sia quotidianamente, ma soprattutto partita per partita, perché un campionato, una stagione fatta di di tante partite, di alti e bassi, saper reagire eh alle difficoltà, saper stare in un mondo anche quando le cose vanno bene, accettare con umiltà che si deve lavorare, che non siamo perfetti, che possiamo migliorare ancora. è tutto merito loro. Noi solo dobbiamo fare attenzione che le cose non esagerano eh per quanto riguarda i loro pensieri, per quanto riguarda i loro atteggiamenti, ma credo che anche noi come loro abbiamo dei valori importanti che ci hanno permesso poi di fare una stagione come quella di quest'anno. >> R Sport, >> buonasera Cristian. >> Buonasera. Nell'anno famosissimo del triplete che tu hai vinto da giocatore, forse una delle partite più difficili è stata proprio la finale di Coppa Italia con la Roma, anche per l'intensità della partita. Era stata una partita anche molto dura a tratti. Ti chiedo per arrivare a questo doblette che sarebbe importantissimo, cosa servirà a questa squadra da un punto di vista mentale, soprattutto, visto che ci si può attendere una partita molto complicata, >> di non avere l'ossessione penso che noi ci siamo meritati una stagione importante, siamo meritati di vincere uno scudetto, ci siamo meritati di arrivare in finale e bisogna mantenere la stessa lucidità e lo stesso atteggiamento che abbiamo mantenuto fino ad ora, cioè essere sereni. essere col sorriso sulle labbra, entrare a un campo per fare con responsabilità determinate cose, ma nello stesso tempo con la voglia di divertirsi, senza poi perdere l'entusiasmo e l'umiltà che ci ha contraddistinto in questa stagione. >> Gazzetta dello Sport, prego. >> Buonasera. Buonasera. E lei dice sempre di non pensare troppo alla gloria personale, ma quanto sposta nella sua percezione questa finale del del lavoro che ha fatto in questo primo anno all'Inter? Perché già stravincendo lo scudetto forse è andato oltre le previsioni, almeno dall'esterno. Questa finale di Coppa Italia per lei quanto può alzare ancora l'asticella della sua soddisfazione per il lavoro? A me non cambia un tubo di quello che sono io. Io sono felice per loro, sono felice per un perché ho trovato una squadra che pareggia le mie ambizioni, eh, perché trovo dei ragazzi che hanno tanta voglia di essere competitivi. E questo dall'inizio, da quella famosa conferenza fatta o intervista fatta da Lauti in America e lì ho capito di come era fatto lui e anche se avevamo avuto anche tante conversazioni in quel periodo e avevo percepito quello che che era lui, ma come lui ne sono tanti e credo che la forza di questo gruppo è sempre quella, cercare di mantenere o cercare di capire quello che rappresentiamo la forza di una società, di un di una squadra che ha costruito qualcosa di importante nella sua storia e soprattutto con loro che hanno costruito qualcosa di importante nei ultimi 5-6 anni, dove sono stati competitivi su tutti i fronti, perché spesso ci si dimentica che questa squadra ha raggiunto tre finali europee. Se non è arrivata, se non ha vinto un campionato è arrivata seconda sempre, quindi il livello di competitività è stato. Coppa Italia ne hanno vinte qualche Supercopa, quindi è è questo è quello che volevo io. Il resto quello che vinco io, no? Qua si vince insieme, si perde insieme e si sta eh sempre insieme anche nei momenti di difficoltà. >> L'ultima il Corriere dello Sport. >> Eh, buonasera Cristian. >> Buonasera. In questi mesi hai sempre lodato i valori del gruppo, l'hai fatto anche adesso, ma anche i tuoi giocatori in questi mesi hanno sottolineato l'importanza del tuo arrivo in panchina. Dal tuo punto di vista, cosa ti senti di aver dato a questa squadra? Ma io ho dato ambizione quello che sono stato io, quello che è stata la mia esperienza da giocatore, quello che è stata mia esperienza giocatore in questa società, perché questo spesso è sottovalutato. Conosco quello che vuol dire la realtà vivere una squadra come l'Inter. Conosco anche quelle che sono le voci che circondano questa squadra, quello che sono sempre le la parte negativa che viene sempre fuori e quindi ho cercato sempre di assicur mantenere >> rasserenare quello che sono loro dal punto di vista umano, anche di apprezza, di gestire un po' eh la frustrazione che spesso ci viene addosso, ma non da noi, ma da fuori e e di mantenere il livello di competitività che questa squadra ha sempre mantenuto e ripeto, ha a che fare con un gruppo di grandi uomini, di persone vere che mettono la faccia, che sanno stare insieme, che si divertono insieme e e che fanno di tutto per mantenere un livello alto, così come è stato fatto negli ultimi anni. Grazie a tutti. A domani. Buonasera. >> Buonasera. เฮ