WOLTEMADE & KOLO MUANI TOGETHER? THAT’S THE DILEMMA | Spalletti's Press Conference pre Juve-Lazio
Spalletti pre-match press conference: Woltemade and Kolo Muani together is the dilemma, while Lazio and rotation are also key
Luciano Spalletti speaks before Juventus-Lazio. He praises Gattuso's Lazio, explains rotation in a crowded schedule, weighs starting Woltemade and Kolo Muani together, discusses the Europa League's psychological effect, and clarifies his career comments. He concludes that he trusts the squad and believes Juventus are on the right path.
- Gattuso has been the best among the coaches so far, with Alvini and Pisacane also proving themselves through points; Lazio are a very dangerous team and must be taken seriously — Lazio have strong results and a recognizable style, are high on points, and have impact players like Frattesi and Zaccagni.
- In a three-game week you cannot think only in starters and reserves; minutes must be spread across the squad, sometimes playing the fresher player rather than the current best — The schedule is dense and the three games must be managed as 270 minutes; performance data show the best player can become tired.
- His intense touchline behavior is not simple nervousness; he deliberately uses tension to give himself and the team more energy and focus — Players watch the coach's reactions, and being under tension helps him direct and transmit more.
- Starting Woltemade and Kolo Muani together is a dilemma; if both start, he loses a second-half impact option to change the game — Woltemade, Kolo Muani and Nico are among the players with the physical power to finish, while Lazio have two centre-backs over 1.90m, so Juventus may also need Gatti's physicality in the box.
- The Europa League only truly helps Juventus build consistency and ferocity when they win; losing brings more criticism and pressure — At Juventus, not winning lets criticism spread like quicksand, and the team must avoid sinking into it.
- Zhegrova can start if the team keeps balance on the other side, and he deserved more playing time — He has shown explosive, unpredictable dribbling and can change direction to find a way out.
- Every match is also about a piece of his career, but he has not decided Juventus will be his last major stop and he will not stop right after Juventus — He cares about finishing his career well, while clarifying that his earlier remark was not a retirement announcement.
- This Juventus have enough mental strength and unity and are on the right path; the surrounding quicksand narrative will not break them — The team's reaction against Celta after Cagliari was significant, and he sees full dedication in a strong, healthy, solid group.
Luciano Spalletti previews Juventus-Lazio ahead of Serie A Matchday 7. The Bianconeri coach discusses recovery after Vigo, the Woltemade-Kolo Muani dilemma, Zhegrova, Sarr and the mentality required to face an in-form Lazio side. Subscribe to Juventus: https://juve.it/Subscribe 🏃♂️ 📲 Follow us for more cool content 📸 Instagram: https://www.instagram.com/juventus/ 👾TikTok: https://www.tiktok.com/@juventus 📱 Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029VajJHr796H4Kvog1cH3i 🐤 X: https://twitter.com/juventusfcen 💻 Web: https://www.juventus.com/en 🧢 MERCH: https://store.juventus.com/en/ 👕 Juventus Juve spalletti pressconference seriea
Transcript
Buongiorno a tutti, benvenuti alla conferenza stampa di vigilia di mister Luciano Spalletti. Come sempre chiedo di presentare voi la vostra testata, di fare solo una domanda a testa e come d'abitudine iniziamo dalla nostra piattaforma. Mister, buon pomeriggio. Andrea Basenzon Juventusplayjuventus.com ci racconta comè stato il recupero dopo dopo la trasferta in Spagna e e anche magari se vuole raccontarci un po' che Lazio si aspetta di trovare domani, una Lazio capolista, insomma, partita importante. Sì, io partirei da qui perché va sicuramente sottolineato quello che è il lavoro di Gattuso, perché per quello che erano un po' discorsi che si faceva inizialmente, eh per i risultati che ha fatto, per il gioco che ha, è quello che è stato più bravo tra di noi fino a questo momento. E insieme a lui ci dobbiamo mettere Alvini e Pisacane per i punti che hanno, perché sono sicuramente quelli che hanno raccolto più di tutti. E poi squadra che sta facendo benissimo, che ha una mentalità, che ha un una quadratura ben riconoscibile, c'ha anche individualità e tipo la dirompenza di Frattesi da quando è arrivato dentro la squadra e io lo conosco personalmente, so quale quale quale completezza di calciatore abbia lui, perché è uno che corre, uno che fa gol, è uno che che ha un grandissimo cuore. poi le giocate sorprendenti di di Zaccagni, di Zen davanti e per cui è una squadra pericolosissima da affrontare e dovremmo essere bravi, dovremmo essere forti da un punto di vista di di scelte che andremo a fare e poi Poi il le partite ravvicinate. >> Sì, è andato a recupero dopo giovedì. >> Ma com'è andato il recupero? Il recupero è partito alle 4:30 di mattina perché a quell'ora siamo arrivati. Poi il giorno dopo abbiamo fatto naturalmente soltanto una ricognizione di quelli che erano i postumi di quello che era venuto fuori, perché poi c'è chi non dorme, c'è chi addirittura proprio no, non dorme, addirittura proprio sta sveglio, magari prende un po' sonno in aereo, ma dopo quando sei costretto a risvegliarti, ormai è diventata un'ora tardi, riprendere sonno diventa difficile e da un punto di vista fisico niente. Non abbiamo fatto niente né né ieri nemmeno nemmeno oggi. si va a richiamare quello che è un po' l'atteggiamento che deve avere la squadra con dei ritmi bassissimi e si rielencano le cose che che debbono avere presenti, che debbono un po', come si dice sempre, immaginarsi perché come si è detto l'altro giorno La partita non inizia al fischio dell'arbitro, ma inizia quando cominci a immaginartela che ti dà poi delle soluzioni. Eh, quello che diventa differente probabilmente è che è che voi non avete bisogno di recuperare o siete già pronti anche oggi a rifare domande. Noi noi noi no non bisogna recuperare e poi voi non avete bisogno di recuperare perché siete già pronti per la partita successiva. Come si ragiona eh su tre gare, ma su una partita si ragiona di tre gare, ma su una partita sola di 270 minuti e questa è la cosa differente. sentivo guardarla oggi, lui ha fatto un commento corretto perché dice poi in tutte queste partite non è detto che sia sempre la formazione iniziale che poi perché metti questi inizialmente poi la partita dopo hanno fatto bene, rimetti questi inizialmente noi si ragiona che quelli che mi possano dare una mano contro la Lazio stanno fuori la partita precedente a Selta. Perché è così, perché sennò ti manca poi è la suddivisione dei minutaggi in queste tre partite quella che riesce poi che riesce a distribuire un po' su tutta la rosa eh che ti dà la migliore risposta dentro tutta la settimana. Poi è chiaro che uno se ne gioca di più rischia di avere meno fiato e di e di prendere anche un voto peggiore e però poi eh funziona in questa maniera qui. Ecco, noi dobbiamo forzatamente prendere in visione questi cicli ravvicinati per la gestione ottimale delle risorse dei calciatori, perché perché da quest'altra parte si fa così e bisogna fare così. Noi abbiamo un responsabile della performance che ha ha i dati di tutto, quando ti mette a fuoco veramente tutto. Per cui poi abbiamo tre quattro preparatori che si parla, si mette insieme tutte queste cose qui. A volte eh non fai giocare il migliore del momento, ma fai giocare quello più fresco, perché il migliore diventa diventa stanco. Ecco. >> Buon pomeriggio, mister Federica Zelle Daon. Non voglio tornare su quello che è successo a Cagliari, ma chiederle se quel carattere, quell'andare faccia a faccia con l'avversario fosse più indirizzato ai suoi che agli avversari. effettivamente >> faccia l'avversario fossa >> fosse più indirizzato ai suoi giocatori che all'avversario in realtà, nel senso di colmare magari un po' di fierezza, di sicurezza che ogni tanto questa Juve perde, mentre fino a qualche anno fa era quasi automatico averle indossando la maglia della Juve. E visto che sarà in tribuna e non potrà colmarle da bordo campo, cosa si aspetta domani? Allora, mi sembra un'analisi più corretta che tirare fuori il kit del nervoso. nervoso. E la e il mio ormai non è mai nervosismo, è un po' di simpatia selettiva differente perché perché ormai ho un po' bisogno qualche volta di essere un po' nervoso, anzi probabilmente fino a questo momento non non lo sono stato abbastanza perché perché a me essere un un po' sotto sotto tensione mi mi crea di indirizzare di più, di avere più energia, di mettere a fuoco di più, di trasferire di più ai miei calciatori, perché come giustamente ha detto lei, poi i calciatori guardano un po' tutto e guardano anche quelle che sono le mie reazioni, insomma. Ecco, m io debbo qualche volta avere anche un brutto carattere, anzi mi sarebbe piaciuto avere un brutto carattere, invece no, perché devo andare a scegliere eh quello che ha un senso, devo andare a fare quello che ha un senso, no? delle cose così in base a quello che è la volontà altrui. M da questa situazione ne è venute fuori poi un po' quello che succede che succede spesso perché perché sono state dette cose non corrette. Io non è che sia andato lì con l'intenzione di litigare e non ho neppure litigato. C'è stato soltanto questo questo guardarsi un po' intenso in base a quelle che sono state le risposte, però non ho fatto assolutamente niente. Se, come ho detto di già, i direttori di gara hanno hanno ritenuto che quello potesse essere una cosa da da far mettere subito a fuoco che non che non va fatta, è corretto che sia stata presa questa decisione e e quindi sto fuori e la vedrò dallo stadio perché venga allo stadio a vederla. probabilmente alla fine del primo tempo riuscirò a entrare anche in contatto tramite telefono con i miei collaboratori perché tanto fino a quel momento lì io mi fido totalmente di quella che è la qualità dello staff che ho in generale che ho portato io, ma che ho trovato anche già qui alla Juventus e che collaboriamo in tutto perché io ho portato moltissime persone diverse, le ho trovate qui, le ho trovate capaci, li ho trovati Bravi e poi c'ho il miglior secondo del mondo che non ho che non ho mai cambiato e che non cambierò mai che è Marco Domenichini, per cui mi fido ciecamente di lui. Qu altri sono tutti i ragazzi che io ho allenato, perché durante la mia carriera io ho portato sempre ragazzi che ho allenato e che ho condiviso tutto insieme a me, per cui è una una partita dove eh dove sarò tranquillo che che verrà fatto tutto quello che sarà giusto. Grazie a lei. >> Buongiorno Giovanni. riguarda la Sky Sport. Allora, a proposito di quell'analisi, no? Perché noi abbiamo davanti agli occhi, no? A Cagliari giocano a Voltemade Colomanì e c'è il gol, al Celta entra Colomanì con Voltem e fa gol. Eh, non sarà proprio per questo che succede, cioè quando appunto le squadre avversarie sono più stanche e quindi quando si riempie l'area di rigore in quel modo è una soluzione importante oppure ci può essere in base anche alle analisi che fate eccetera, l'opportunità già domani invece di vederli dall'inizio. Grazie. >> Questo è un pochettino il il dilemma. Ce ne sono anche altri, però andiamo a valutarla bene in queste poche ore che ci rimangono la situazione, sempre tentando di ragionare dentro lo scorrimento della partita e non soltanto questo è titolare, questa è riserva, perché ormai non esiste più così. Purtroppo è un modo di ragionare limitato nei confronti di una rosa e di una società. Dobbiamo allargarli quelli che sono i cosiddetti titolari e suddividere questo minutaggio e fare attenzione a quello che ha detto lei, insomma. Però se è meglio dopo, perché poi a Selta noi secondo tempo si è fatto meglio e siamo stati probabilmente anche più determinati, siamo stati più predatori perché m quell'attimo che cambia la partita lì non l'abbiamo perso, l'abbiamo preteso, mentre a Cagliari ce lo siamo perso, per cui Voltemale ha fatto bene quella palla che gli è capitata in 94º lì, che è stato rimasto sorpreso e stavolta è riuscito a a buttarla dentro. Ecco, e questa capacità di di essere pronti quando il destino ti bussa un po' alla porta e non premia i più buoni, i più bravi, ma i più i più predatori, i più avvelenati. quelli che hanno più determinazione, però però poi ci debbo pensare bene a quelli che far giocare, insomma. Ecco perché probabilmente se io faccio eh se io faccio giocare tutte e due, avrò meno impatto nel secondo tempo di poter cambiare qualche cosa perché perché quelli che possono avere questa forza fisica di finalizzazione sono colo, sono volte Made e sono Nico. Poi eh bisogna andare a riprendere gatti un'altra volta perché perché lì dentro l'area di rigore ci vuole fisicità. La Lazio ha ha due centrali oltre 1,90 fisici che questa qualità diimpatto ce l'hanno sicuramente, per cui è difficile andargli contro in una densità se non ci vuole questo, se non c'abbiamo questo. Per cui è un ragionamento da fare un po' un po' in profondità. Ecco, >> dicevo, dicevo sul momento. >> Sì, no, 94º mi correggeva giustamente era Volte era quello prima da ultimo colo, ma anche Colo si è fatto trovare pronto su quella situazione. Ecco, >> buon pomeriggio Alessandra D'Angior Sport. Mi lego a quello che ha appena detto sui predatori, perché dopo Cagliari si è parlato molto di allenare la feroce offensiva della Juventus, allenarne il veleno, per usare un termine caro, a Gattuso che sarà il suo prossimo sfidante. E allora le chiedo quanto l'Europa League vi sta aiutando a trovare con continuità più veleno e come si porta quella Juve velenosa in Europa in campionato? Ma la l'Europa League ti aiuta se vinci le partite come è successo? Perché perché poi sennò sono ulteriori carichi mh di critiche e di cose che non vanno, perché se non vinci le partite si sa bene alla Juventus che poi vengono fuori sabbie mobili in tutto il campo, cioè c'è il rischio di sprofondare da tutte le parti, bisogna star bisogna stare attenti dove si cammina E e noi non vogliamo sprofondare nelle sabbie mobili che vengono create. È chiaro che la squadra, se vive ogni pallone come quello che ti può cambiare oltre la partita anche un po' di carriera, poi qualche cosa ti succede perché perché bisogna avere quella quella determinazione lì, quella ricerca. Eh, come ho detto prima, vivere mentalmente bene le situazioni ti può preparare a immaginarti quel rimpallo, a immaginarti eh un inganno della sorte, come è successo un errore inatteso. Per cui questo noi assolutamente dobbiamo farlo, di andare più in profondità a questi dettagli, a questi particolari che non fanno parte dell'allenamento. Se però si va a prenderci dei risultati, come è successo ora nell'ultima partita, da quei dettagli e da quei particolari lì, aiutano a farli riconoscere alla squadra e e a sottolinearli come una risorsa importante perché poi da da riuscire a determinarli se se ne porta via una convinzione, un entusiasmo. maggiore che ci può servire per essere ancora più squadra nella partita successiva. Ecco, >> buongiorno Fabrizio Ferrero Mediaset. Ritornando su quel discorso di minutaggio, non titolari riserve, col discorso Europa League, campionato Europa League, un giocatore come Zegrova può diventare quello che in campionato deve avere necessariamente più minuti, proprio perché può recuperare in altre partite. Come sta Boga per poter dare magari un cambio in più in quella zona? Grazie. Voga ha una mezz'oretta di partite possibile, per cui a disposizione e Zegrova l'ha fatto vedere che ha questa questa qualità di essere di rompente in quelle che sono le sue caratteristiche e le sue giocate che hanno un'imprevedibilità non soltanto per l'avversario, ma anche per anche per lui, perché lui quando ti punta non sa mica dove va a finire. Lui comincia, però poi è disponibile a invertire i suoi piani e a tornare dalla parte opposta di quello che credeva di fare e trovare ugualmente la via d'uscita. Naturalmente bisogna un po' trovare sempre quegli equilibri di squadra, due punte e dalla parte qua Zegro Nunno Tavarez che fa 100 m in 10 secondi e quando parte ci vuole uno che lo rincorre, le due punte bis tornare in mezzo, sennò si torna si rimane in in inferiorità numerica. Eh, detta così va bene, poi messa in un contesto di squadra e di partita, anche quello è un ragionamento che dobbiamo fare, che va fatto in profondità. Non è la sola Ma può trovare spazio. Sì, può trovare spazio se si trova equilibri da dall'altra parte può trovare spazio come titolare sicuramente anche lui perché ce l'ha fatto vedere. Anzi, meriterei, avrebbe meritato di giocare un po' di più per quello che ci ha fatto vedere. Buonasera mister Fabio Riva la stampa. Una domanda un po' più personale se posso, visto che c'è una frase che ha detto qualche giorno fa che mi ha molto colpito, cioè io non mi gioco il risultato di una stagione, di una singola partita, ma mi gioco la fine della mia carriera e voglio finire bene. >> Ma perché lei ha deciso che >> anche quello anche quello è roba e ci vuole fantasia dargli. >> Non l'ha detta lei testuale, mister. >> No, detta io testuale, ma secondo me è facile se l'ho detta proprio così. Poi mi assicurerò, però in ogni partita ci giochiamo sportivamente molto più del risultato di una singola partita. Ci giochiamo anche un pezzettino della nostra carriera. Cioè, se io ho a cuore la mia carriera e ho a cuore il finirla, a parte che Sabatini m'ha telefonato subito e hai rotto con questo essere anziano. Io ho più anni di te, senò eh se lo ridici vengo a prenderti e non lo ridico più perché son giovanissimo, è un modo di parlare così, però se io tengo a quella che è il mio lavoro, è terrò di conseguenza anche ai risultati della singola partita e della Juventus o no? Cioè io tenga la mia carriera, che vuol dire? Che poi perdo le partite? Glielo domando, vuol dire che poi perdo la partita? se ha deciso che questa è l'ultima se se interpretando quella frase mi chiedevo se lei avesse deciso che la Juventus è l'ultima grande tappa, perché poi eh se vuole finire la carriera così era questo il dubbio. Volevo anche capire se ha senso fare una riflessione del genere oppure no. No, non era nelle sue parole. >> Volevo dire che l'altro giorno ho trovato uno in panchina dall'altra parte che ha che ha la metà del della mia età, che trovo gente che hanno età quanto i miei figli. Vuol dire così, che è bene dare spazio a loro, è bene che loro crescano, è bene vedere il futuro e dei giovani e di quelli che hanno voglia di determinare quella che è un una professione, una vita. Ma mh ma ci ritroveremo più avanti in conferenza stampa diverse volte, stia tranquillo e ma che gli venga dato soltanto con quella interpretazione che le ha detto che le ha detto perché poi è un po' il giocare sempre creare queste queste sabbie mobili, il kit di fine carriera in questo caso qui, come se ne creano tanti kit nervosismo, perché se reagisco devo essere devo trasmettere nervoso alla squadra, devo trasmettere tensione alla squadra. L'azille l'ha interpretata in una maniera differente, giustamente, perché vede che manca qualcosa alla squadra, no? quelli che creano che dicono e creo soltanto nervosismo alla squadra sono quelli contro e come si è visto ce ne son molti contro perché perché è venuta più fuori quella versione lì, anzi da tutti è venuta fuori quella versione lì, ma son quelli contro, stia tranquillo. E io non smetto dopo la Juventus e non smetto neanche dopo la squadra dopo la Juventus. Prego. E poi quando è c'è sempre il califfo, non escludo il ritorno. >> Buonasera Spalletti, Guglielmo Bccheri, Gazzetta dello Sport. Eh, le volevo le volevo chiedere di di un giocatore in particolare di SAR, perché almeno quello che è l'impressione da fuori è che sia nel processo di inserimento molto molto avanti, no? Cioè, mi sembra molto dentro al chiamiamolo il nuovo progetto. Se è così, se se l'aspettava così, se ce lo racconta un po'. Grazie. Sì, è un calciatore che ha queste qualità di essere di saper fare un po' tutto perché lui e per ora non l'ha fatto vedere fino in fondo, ha anche finalizzazione perché ha un tiro da fuori, ha una bastonata da fuori notevole, è uno che può concludere, è uno che recupera tantissimi palloni, è uno che sa giocare, che sa gestire, è un calciatore totale, per cui mh Mh, per cui si tiene in considerazione è un po' il regista, un po' l'incursore, un po' il il recupero palloni, un po' anche eh quello che va e che riparte e ribalta l'azione da solo perché ha questa facilità di di corsa, questa leggerezza di corsa, mettendoci dentro anche quelle che sono le caratteristiche delle varie posizioni che va a incontrare in tutta questa corsa, perché un po' arriva a fare il trequartista finalizzatore, un po' arriva a fare il mediano che si schiaccia sulla linea difensiva e che deve fare contrasti e deve recuperare palloni un po' è la gestione nello stretto e il la fase di regia che incontri lì in mezzo al campo. campo, lui sa fare un po' tutto e mancandoci qualcuno, come ci manca qualcuno, tipo Turà in questo caso qui, lui ha ha un po' le stesse caratteristiche di di Tur, di Mcenny, di questi giocatori qui. >> Chiudiamo con l'ultima domanda. >> Buonasera mister Paolo Pirisi, Tutto Sport. Ti chiedo se eh prima hai parlato di sabbie mobili. Eh, in qualche modo secondo te la squadra ha già la forza per affrontare mentalmente questo clima da sabbie mobili che tu per primo senti attorno alla Juve e al mondo Juve? Grazie. >> Io sento io leggo e reagisco a quello a quello che succede e quello che vien fuori è che è che si dice così. Tutti gli si dà il taglio peggiore che possa avere qualsiasi cosa significa. È stato criticato anche che salgo sul carro e sto sul carro di Colomanì. Che vuol dire? Cioè che qual è il problema a dire sto sul carro di Colomanì? E vuol dire che son con lui e che apprezzo quella che è la sua qualità, quello che è la sua persona, quello che è il suo modo di essere professionista. Per cui questa maniera qui, insomma, ecco, eh e la forza mentale nasce dalla solidità e bisogna avere tutte quelle caratteristiche, tutte quelle qualità che ci vogliono, perché se ogni tanto abbandoni, se ogni tanto sprechi, se ogni tanto eh non partecipi a delle situaz a delle situazioni di gioco non sarai mai solido, per cui bisogna essere disponibili a fare un po' tutto quando si gioca perché perché poi bisogna anche qualche volta rischiare qualche volta come si è fatto in queste partite qui, qualche volta essere squadra un po' folle in quello che fa per andare sopra la tua dimensione, sopra il tuo livello perché sennò poi le scelte diventano prevedibili e però bisogna mantenere poi, come si è detto prima, bisogna mantenere un equilibrio, ecco, in campo bisogna andare a mettere anche i muscoli e le giocate che non abbiamo tante volte bisogna provare a farle le cose, però a me la squadra anche come ha reagito nella partita di di Selta dopo tutto quello che è venuto fuori da questo pareggio di Cagliari che va sicuro a essere di qua è tanta roba, cioè è stato centrato l'obiettivo perché è tanta roba dove reggere a tutto quello che viene fuori perché è un pareggio dove la squadra ha fatto una grande partita perché ha fatto una grande partita complessivam